Alla Bellanova va bene il Grana Padano ma non l’olio italiano Dop

La ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, ieri intervenendo a un question time alla Camera, è intervenuta sul caso del bando Agea per l’acquisto di aiuti alimentari destinati agli indigenti che ha escluso di fatto l’olio Dop o 100% italiano dalla gara, giustificando così la scelta: “Il bando indetto dall’Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura per la fornitura di olio d’oliva agli indigenti risponde ai criteri imposti dalla normativa europea il cui capitolato prevede che l’olio extravergine d’oliva sia ottenuto da olive prodotte, molite e confezionate nell’Unione europea tenuto conto che questo bando rientra nei fondi europei Fead”.

Parliamo di un bando di 8 milioni di euro, base d’asta 3,2 euro al litro, che, come hanno denunciato gli olivicoltori, è un regalo agli imbottigliatori. “Non esiste, nè sul mercato nè nella logica, un olio extravergine d’oliva realmente italiano che costi meno di 3,2 euro al litro, base d’asta al ribasso imposta da Agea”, ha denunciato il portavoce dell’associazione di produttori Restart, Onofrio Spagnoletti Zeuli.

Peccato però che nelle settimane passate analoghi bandi di gara indetti da Agea erano rivolti esclusivamente a prodotti Dop come quello per il Grana Padano a Denominazione di origine protetta, come mostrano gli screen shot dal sito di Agea.

Ecco il bando per il Grana Padano Dop  legato a fondi europei:

Infine ecco il bando Agea per l’olio da… “olive comunitarie“:

In questa vicenda due cose non tornano: perché escludere gli oli Dop dal banda di gara e perché la ministra si è voluta “coprire” sui “fondi europei” parlando di olio quando sui prosciutti e sul Grana con gli stessi fondi si è seguita una modalità diversa. Vogliamo pensar bene: il Grana Padano come il prosciutto di Parma o il Toscano sono delle tipicità europee. E gli oli extravergine Dop non lo sono? La ministra Bellanova ora deve fornire una risposta convincente.